Presentata Apu Medical, una squadra nella squadra

È stata presentata questa mattina nella sede di Gruppo Servizi Associati a Tavagnacco (in provincia di Udine) l’Apu Medical, ovvero il team di professionisti ed esperti che si occuperà della salute e del benessere dei bianconeri nel corso della stagione ormai alle porte.

A illustrare i dettagli e le figure coinvolte nel progetto è stato il Responsabile sanitario Alessandro Grassi: “Si tratta di un modello gestionale-sanitario davvero innovativo. Finora la gestione medica ricadeva quasi esclusivamente sul medico sociale, quest’anno invece l’area sanitaria si compone di molte figure coordinate tra di loro, al fine di garantire il miglior risultato possibile alla squadra. Dal momento che la squadra è ambiziosa, costruita per una stagione importante, abbiamo pensato di allestire una struttura medica altrettanto importante. All’interno di quest’area vi sono delle micro-aree. Una di questa sarà coperta dal Club Doctor Federico Grassi, socio della Federazione Medico sportiva italiana, che si occuperà di tutte le problematiche quotidiane dei giocatori, dell’assistenza gare e delle partite”.

“Sono molto orgoglioso e contento di potermi avvicinare a questo incarico – le parole di Federico Grassi -. Dò la mia disponibilità totale nei confronti di ogni membro della squadra e dello staff. Cercherò di essere il più presente possibile e rispondere a ogni tipo di esigenza sanitaria. Sarò presente agli allenamenti e a bordocampo durante le partite. Spero che questo team metta i ragazzi nella loro condizione possibile per esprimere il loro basket”.

Un’altra area particolarmente importante è quella riabilitativa-ortopedica-traumatologica, all’interno della quale figurano il fisioterapista Marco Vendraminetto (che sarà coadiuvato dall’osteopata Federico Lanza), il preparatore atletico Luigino Sepulcri e il medico specialista in Ortopedia e Traumatologia e Medicina dello Sport, nonché Direttore della Clinica ortopedica dell’Università degli Studi di Udine, professor Araldo Causero. “Il mio sarà un ruolo di collegamento tra l’area sanitaria e l’area tecnica – le parole di Sepulcri -, sia per quanto riguarda la prevenzione sia per quanto riguarda il recupero dei giocatori. La capacità di creare un team coeso è determinante”. In merito alla preparazione, Sepulcri ha aggiunto: “Rispetto alle sei settimane canoniche abbiamo deciso di arrivare a nove settimane di lavoro. I primi dieci giorni saranno di verifica dello stato dei giocatori, che saranno valutati dal punto di vista ortopedico che funzionale dal professor Causero”.

Ogni giocatore avrà una scheda personale nella quale saranno indicati la storia clinica, i problemi pregressi e come sono stati risolti. “Da moltissimo tempo collaboro con il professor Sepulcri – le parole di Causero –, da anni mi occupo, tra le altre cose, di traumatologia sportiva. Nello specifico, mi occupo sia del recupero di pazienti traumatizzati e operati, sia delle patologie da sovraccarico, le patologie più comuni nel mondo dello sport. Spero ovviamente che il traumatologo serva il meno possibile (sorride, ndr)”.

A completare l’Apu Medical è la divisione integrazione-nutrizione, sulla quale Alessandro Grassi ha posto l’accento: “Vorrei che l’Apu Udine si aprisse al territorio, coinvolgendo il settore giovanile, le famiglie, gli allenatori, i preparatori, anche di società non collegate… facendo un’azione di educational sulla corretta alimentazione. Organizzeremo incontri ed eventi per sensibilizzare su questa tematica”. Figura centrale dell’Apu Sport Nutrition sarà la nutrizionista Rachele Turco: “Per essere atleti bisogna esserlo a 360 gradi. L’alimentazione ha un ruolo fondamentale, influisce positivamente sulle performance sportive per circa il 10 per cento, ma è solo il tassellino di un puzzle molto più ampio che riguarda in primis l’allenamento, ma anche il riposo, l’integrazione, le terapie,… Di certo un atleta che si allena e riposa bene, ma mangia male è un problema. Si evidenzia un impatto negativo sulle prestazioni intorno al 30 per cento, oltre ad aumentare il rischio di problematiche fisiche. Daremo le indicazioni per una corretta alimentazione personalizzata, cercando di rispettare le abitudini alimentari dei singoli”.

(foto Luca Comuzzo)

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